Nucleare in Italia: pro e contro
In quest’ultimo periodo siamo soliti vedere o leggere esperti del settore o semplicemente giornalisti, dibattere in merito all’agognato problema del nucleare. Spesso però ci troviamo di fronte persone che dichiarano solamente la loro posizione, senza preoccuparsi troppo di spiegare e rendere chiare le proprie motivazioni.
Siamo certi che si tratti di un tema “caldo” per l’Italia e quindi per noi ed è perciò utile fare una riflessione in merito, cercando di capire se si tratta di un’opportunità o di una minaccia per il nostro amato paese.
Quello che vogliamo fare non è tanto convincere di una o dell’altra posizione, ma piuttosto cercare di spingere le persone a pensare e riflettere sul tema, considerando però tutti gli aspetti, positivi e negativi.
Se a parere di molti i pro sono pochi, gli esperti e promotori del nucleare, tra cui Umberto Veronesi ad esempio, dichiarano apertamente il contrario.
Innanzitutto le centrali nucleari non producono anidride carbonica e ossidi di azoto e zolfo, cause del buco dell’ozono e dell’effetto serra. Inoltre, partendo dal fatto che il nostro paese subisce fortemente la “dipendenza” dai principali paesi produttori di petrolio (che si trovano principalmente in Medio Oriente, dove l’instabilità politica è elevata), la produzione di energia nucleare diminuirebbe l’importazione di petrolio e quindi ci sarebbe un minor carico di spesa sulla bilancia nazionale.
Il nucleare risulta quindi essere una fonte pulita e a vantaggio della bilancia economica e della stabilità politica del paese.
Dall’altra parte però c’è lo schieramento dei contrari, che vedono il nucleare come qualcosa che porterebbe solo problemi e mali all’Italia.
Secondo questi il “tallone d’Achille” del nucleare è sicuramente legato agli enormi e irrimediabili danni che si potrebbero verificare in caso d’incidente, forse in seguito anche ai recenti, o meno, fatti di cronaca. Non c’è dubbio che negli ultimi anni il progresso tecnologico abbia notevolmente migliorato il livello di sicurezza delle centrali nucleari (dotate oggi di reattori di ultima generazione), ma purtroppo esperienze come quelle di Chernobyl restano fortemente impresse nella memoria, per non parlare delle conseguenze, a livello di malattie, causate dall’esposizione alle radiazioni.
Altri problemi legati al nucleare sono sicuramente quello dello smaltimento e trasporto delle scorie e quello della localizzazione delle centrali. Le scorie, infatti, non possono essere distrutte, ma devono essere stoccate in appositi depositi: durante il trasporto di queste il rischio d’incidenti o possibili attentati è alto e molto pericoloso, senza considerare poi le opposizioni delle popolazioni che dovrebbero vedere passare treni o navi con carichi radioattivi vicino alle proprie case.
Le opposizioni e le proteste diventano poi ancora più ferme nel momento in cui si parla di localizzazione di centrali nucleari: infatti, nessuna comunità sembra essere molto propensa ad avere come vicina di casa una centrale nucleare o un deposito di scorie.
Bisogna poi considerare anche la possibilità di sfruttare energie inesauribili come vento e sole, che avrebbero sicuramente un impatto sull’ambiente più prevedibile e calcolabile, oltre ad avere un costo più basso. C’è però da dire che l’eolico e il fotovoltaico necessitano, in fase iniziale, di investimenti molto alti.
Abbiamo cercato di chiarirvi le idee su un tema che dovrebbe interessarvi, in modo o nell’altro: resta ora a voi giungere alle vostre conclusioni in merito.
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